155 sagome di bambini per denunciare la condizione di altrettanti milioni di minori colpiti da malnutrizione

Azione di Save The Children a Roma per accendere i riflettori sul dramma della malnutrizione

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18 Ottobre 2017

Save The Children il 16 ottobre ha creato una insallazione di grande impatto: ciascuna sagoma significa un milione di bimbi malnutriti.

Jeyte ha 2 anni, vive in Somalia, non ha un domani: è malnutrito e in ospedale non c’è posto per lui. È una delle situazioni emblematiche descritte dalle centocinquantacinque sagome di bambine e bambini che hanno popolato la scalinata di Trinità dei Monti, allestite da Save the Children, per denunciare la condizione dei 155 milioni di bambini colpiti da malnutrizione cronica.

Sui profili scuri disposti sui gradini, poche parole raccontano la vita dei bambini in molte parti del mondo: i passanti hanno conosciuto così storie come quelle di Suha, 4 anni, in Siria, che non riesce a mangiare per i traumi della guerra; di Puja 11 anni, in India, che si nutre solo quando trova del cibo nella discarica vicino casa; di Mulu 4 anni, in Etiopia, la cui famiglia non ha più cibo da dargli da quando il bestiame a causa della siccità.

L’iniziativa di sensibilizzazione è realizzata nell’ambito della campagna globale Fino all’ultimo bambino, per dare un futuro ai piccoli che non ne hanno uno.

“È importante che le persone siano consapevoli della condizione di milioni di bambini senza un domani a causa della mancanza di cibo provocata da guerra, povertà, cambiamenti climatici” ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro. “La malnutrizione e le sue conseguenze, effetto del circolo vizioso innescato da questi fenomeni, compromettono lo sviluppo cognitivo e fisico dei bambini, li condannano a un domani senza opportunità e, nei casi più gravi, alla morte. Continueremo a fare tutto ciò che possiamo per contribuire a eliminare la malnutrizione entro il 2030 e per assicurare a tutti i bambini un futuro. Ciascuno può aiutarci in questa battaglia”.
Alla base della campagna Fino all’ultimo bambino, infatti, c’è l’invito per tutti a non fermarsi mai, a continuare a donare, perché dietro alla macchina degli aiuti e allo sforzo quotidiano di migliaia di operatori sul campo, anche nelle situazioni più difficili, c’è ogni individuo che sceglie di contribuire a salvare i bambini il cui domani è a rischio.”