Dormire per combattere la paura

Un nuova ricerca suggerisce che le persone che dormono meglio possono costruire una migliore resilienza emotiva ed essere meno sensibili alle cose spaventose

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Gli autori di un nuovo studio pubblicato sul «Journal of Neuroscience» affermano di aver portato avanti uno dei primi studi che dimostrano che un sonno sano potrebbe proteggere le persone dalla paura e dall'angoscia, mentre la tendenza a dormire irregolarmente potrebbe renderle più probabilmente traumatizzate in seguito.

Per lo studio, un team di ricercatori della Rutgers University ha spedito a casa di 17 persone scelte dei dispositivi di controllo del sonno – ovvero delle fasce che monitorano le onde cerebrali, dei braccialetti che seguono i movimenti delle braccia e dei registratori di sonno – e gli ha chiesto di dormire come avrebbero fatto normalmente, per una settimana. In questo modo hanno potuto controllare il loro sonno in tutte le fasi, specialmente quella REM.

Ogni notte, la maggior parte delle persone dorme circa sette o otto ore, di cui circa due sono di sonno REM, ovvero la fase del sonno in cui il corpo si rilassa completamente e si sogna.
I ricercatori hanno quindi condizionato i partecipanti rispetto ad alcune immagini: hanno mostrato loro degli ambienti ordinari, illuminati da lampade di varie tonalità e ad alcuni di questi colori hanno accoppiato un leggero shock al dito, in modo che i partecipanti temessero le stanze illuminate da certi colori.

Durante l'apprendimento di questa paura, i soggetti che hanno trascorso più tempo nella fase REM hanno avuto meno connettività tra la loro amigdala (o centro di paura del cervello) e la corteccia prefrontale ventromediale e l'ippocampo (regioni del cervello responsabili della codifica dei ricordi); inoltre hanno avuto anche meno attività in quelle aree del cervello, cosa che suggerisce che i soggetti più riposati potrebbero non aver collegato tali paure nel loro cervello in modo così forte.

I ricercatori hanno quindi replicato l'esperimento con un dispositivo di studio del sonno che di solito viene usato per misurare l'apnea, ottenendo gli stessi risultati.
Se questi risultati verranno confermati, sapendo che il sonno REM ci rende meno inclini a codificare le emozioni traumatiche, potremmo interagire in maniera diversa con il mondo reale, cercando di arrestare i traumi prima che questi possano comparire.

In ogni caso, quello che dovremmo iniziare a fare comunque è ridurre lo stress e cercare di dormire meglio perché, di certo, male non ci farà.