L'ombrellone sempre più caro: negli stabilimenti una giornata può costare 60 euro

Ecco la classifca delle regioni dove l'ombrellone è più caro e quelle dove uan giornata in spiaggia costa meno

WhatsApp Share

È arrivato il grande caldo e le famiglie italiane che cercano il mare per fuggire dall'afa si trovano davanti a un altro problema: il caro-ombrellone.

I prezzi in media sono cresciuti del 2.4% rispetto allo scorso anno.
Una famiglia composta da due adulti e due bimbi può arrivare a spendere 59 aeuro per una giornata in spiaggia, con picchi di 78 se si contano alcune località della Sardegna.
Sono i dati emersi da un'indagine Adoc diffusa dall'Adnkronos

C'è da dire che gli stabilimenti sono sempre più attrezzati e offrono a una clientela sempre più esigente ristoranti, discoteche, campi da beach volley, piscine super attrezzate...

Le Regioni che hanno aumentato i prezzi in misura maggiore sono Sardegna (+5,2%) e Campania (+4,1%), seguite da Puglia e Abruzzo (+3,8%), Basilicata e Marche (+3,7%).
I costi per l'utilizzo dei servizi ammontano a circa 30 euro, ma poi una famiglia aggiunge mediamente 25 euro per i servizi di ristorazione.

Facendo una media, la regione più economica per andare al mare è il Molise (48 euro al giorno), mentre la più cara è la Sardegna (78 euro).

Se si utilizzano solo le strutture senza fruire del servizio ristorazione le mete più convenienti sono Campania, Sicilia e Molise (25 euro), mentre per la Sardegna comunque bisogna sborsare 40 euro.

Scendendo nella classifica troviamo Liguria (39 euro), Toscana (36 euro), Veneto (32,5 euro), Emilia Romagna (30 euro).
Il Lazio in media costa 29 euro; 28 euro in Friuli Venezia Giulia, Marche e Basilicata. I prezzi sono più contenuti in Calabria (27,50 euro); poi troviamo Abruzzo e Puglia con 27 euro.

'Gli stabilimenti balneari, se ben gestiti, possono diventare il primo baluardo per la tutela dell’ambiente costiero e marittimo ed essere il giusto viatico per il rilancio del turismo, sia balneare che culturale, e dell’economia blu, legata al mare – spiega il presidente dell'Adoc, Roberto Tascini - il settore sicuramente non vive un buon momento, il calo delle presenze e degli investimenti degli ultimi anni, dovuto anche alla continua incertezza sulla durata delle concessioni, ha inciso profondamente sulla loro economia, soprattutto al Sud'. 'Sarebbe opportuno - suggerisce Tascini - mantenere aperta la stagione balneare anche dopo la fine dell’estate, in particolare nelle Regioni più favorite dal clima. I prezzi più bassi nei periodi classicamente fuori stagione possono costituire un incentivo in più per le famiglie'.