L'ammoniaca come immagazzinatore

La Siemens sta testando l'ammoniaca come metodo per accumulare l'energia

La società tedesca Siemens ha aperto una nuova struttura per studiare l'efficienza del ciclo di conversione dell'elettricità da idrogeno ad ammoniaca e da ammoniaca a idrogeno. Il fulcro dello studio, appunto, è l'ammoniaca come mezzo per immagazzinare e trasportare l'idrogeno nei sistemi energetici con un'elevata penetrazione delle energie rinnovabili. 

L'impianto – costato 1,5 milioni di Sterline (corrispondenti a circa 1,7 milioni di Euro) – è stato aperto a Harwell, nell'Oxfordshire, ed è stato finanziato per un terzo dalla Siemens e per due terzi dall'agenzia governativa inglese Innovate UK, prima agenzia al mondo nel suo genere.

Il progetto, che coinvolge anche lo Science and Technology Facilities Council, la University of Oxford e la Cardiff University, comprende una turbina eolica, un generatore di azoto, un sistema di elettrolisi dell'acqua, un reattore Haber-Bosch e un generatore elettrico da 30 kilowatt.

Come è noto, sono anche altre le tecnologie di stoccaggio su cui si fa ricerca, sia in generale che nel caso della Siemens, e le batterie sono la soluzione dominante per quanto riguarda le applicazioni di breve durata e bassa capacità. Ma per le applicazioni dove è necessaria una conservazione di lunga durata e su larga scala, l'ammoniaca potrebbe svolgere un ruolo davvero importante, in particolare se l'energia deve essere trasportata da un luogo all'altro o conservata in posti privi delle caratteristiche necessarie per utilizzare altri tipi di stoccaggio.

L'ammoniaca, inoltre, non rilascia carbonio nell'atmosfera ed è un gas già prodotto, immagazzinato e trasportato su scala industriale, quindi è un composto familiare ed economico da gestire.
Si tratta, insomma, di una vera risorsa per la decarbonizzazione, che la Siemens (giustamente) non vuole lasciarsi sfuggire.

 

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