Giappone, bici elettriche contro scooter 1 a 0

E’ boom di vendite per le bici elettriche in Giappone, secondo gli ultimi dati. Sempre più numerosi poi i parcheggi dove è possibile ricaricare le batterie grazie ad impianti a energia solare. Di moda anche la bici elettrica familiare per portare i bimbi fino a due anni

Non inquinano, non fanno rumore e non hanno bisogno di patente. In Giappone (patria di qualche stravaganza e di tante ottime intuizioni) le vendite delle biciclette elettriche supera quella degli scooter. Secondo i dati riportati dal quotidiano Daily yomiuri online, nel segmento domestico sono state vendute 381.721 bici elettriche contro 380.242 moto. Sempre più popolarità quindi per le bici elettriche. Anche grazie alle innovazioni: le batterie sono sempre più potenti, e consentono anche ai ciclisti meno allenati di superare senza problemi le salite ed altri ostacoli cittadini. Inoltre, in Giappone sono sempre più diffusi i parcheggi cittadini che permettono di ricaricare le batterie stesse grazie ad impianti solari.

Naturalmente, nel paese dei colossi delle due ruote, la nuova moda non poteva passare inosservata, così anche Yamaha ha iniziato a produrre e vendere biciclette elettriche. E le famiglie numerose? Anche per loro esiste una soluzione: dal 2009 una legge giapponese permette di portare in bicicletta fino a 2 bambini, così le case costruttrici hanno lanciato sul mercato le famose “Mama chari”, bici a 2 o 3 posti. Subito diventate molto popolari tra le mamme, che le utilizzano per portare a scuola i figli, ma anche per condividere con loro le attività all’aria aperta. Il dato che emerge però è l’interesse per la bicicletta a pedalata assistita dimostrata dai giovani professionisti, che sempre di più le preferiscono agli igombranti (ed inquinanti) scooter.

 

Valerio Giardinelli

 

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